Erano animati, animati dallo sconforto

di Stefano Sgambati

– Te la sei scopata almeno?

(getta via la sigaretta con una schicchera esperta. C’è una certa dose di consapevole esibizionismo, anche)

– Fiuuuu. Avresti dovuto vedere che femmina… Ero certo di distruggerla, invece mi ha distrutto lei…

– Non hai più il pelo di una volta, Tom.

(sorride, ma il sorriso dura poco. Pensosamente si liscia un baffo)

– Ti voglio dire solo una cosa, Jerry: mi ha legato al letto… – … – … Le ho miagolato le cose più sconce. Diceva che le piaceva

così e a me andava bene. Insomma, se di mezzo c’è la micia non si rifiuta niente. O no?

– Puoi dirlo… – … (evitano di guardarsi per un momento. C’è qualcosa nell’aria che non è stato ancora detto: forse entrambi sanno di essere troppo vecchi per quei discorsi)

– E con quella storia, invece? Che pensi di fare?

– Guarda… Ho sentito l’avvocato. Dice che mi devo rivolgere al sindacato. Che ci dobbiamo rivolgere al sindacato…

– Al sindacato?

– Sì, al sindacato. Lo so cosa stai pensando: ma è tempo di agire, Jerry. Questi vogliono la nostra pelle, non abbiamo più la libertà d’azione di una volta. Un tempo eravamo le star, ci permettevano di tutto. Adesso hai visto? Gesù, i ragazzini stravedevano per noi…Ora che i bei tempi sono finiti, con tutto quel vomitevole wrestling e il 3-D e via dicendo, ecco che basta una cazzata per…

– E tu la chiami cazzata?

– Santo dio Jerry! Ho fumato una sigaretta, e allora? Non ti ci mettere anche tu, adesso… Ho solo fumato una sigaretta e adesso vogliono la mia testa. Neanche fossi Ghandi o un Reale d’Inghilterra…

(se ne accende un’altra. La camera è in penombra. Ci sono delle veneziane e una vecchia macchina da scrivere su un tavolo logoro che difetta di una “T”. I posacenere sono dappertutto)

– Non è che mi ci metto, Tom. Ma le sai le regole dell’authority, no? Ci hanno fatta una testa tanta e tu ti metti a fumare sul set? Davanti alle telecamere! Coi giornalisti e i fotografi!

– Il mio Vietnam è la micia, c’è poco da fare…

(guarda l’amico in cerca della vecchia complicità. Non la trova)

– Sì, e noi perdiamo il lavoro perché tu dovevi per forza offrire da fumare a quella tizia…

(torna serio)

– A parte il fatto che non so se hai visto com’era vestita; comunque, non dire cazzate. Sono solo IO che rischio il lavoro: tu sei quello bravo e buono e reciterai questa parte per sempre…

– Tom, stronzate! (si alza dalla poltrona dove bivaccava. Rovescia una lattina di birra vuota) Lo sai benissimo che io da solo non valgo niente! Cosa pensi che mi faranno fare, DA SOLO? Pensi davvero che mi daranno lo show del sabato sera, come mi continua a dire quell’inetto del mio agente? Non mi daranno un cazzo. Noi siamo una COPPIA, capisci? Dean Martin e Jerry Lewis, Totò e Peppino De Filippo, Stanlio e Olio, Walther Matthau e Jack Lemmon: lo sai come funziona lo spettacolo, no? Io sono la spalla, cazzo. La spalla da sola a che cosa serve? Se sei finito tu, sono finito pure io…

– …

– Senti, c’è solo una cosa sicura: se andiamo al sindacato siamo rovinati.

– Il fatto è che saremo rovinati lo stesso, amico mio… ci hanno censurato una puntata. Ti rendi conto che cosa significa? Nessuno vorrà più trasmettere la nostra roba: perfino meno di adesso…

– No, Tom, senti. Ti ricordi cosa successe al Gatto Silvestro? Quando morse davvero Titti sul di dietro e via dicendo? Quella puttana lo denunciò e lo fermarono per non so quanto. Lui, consigliato dall’avvocato, si rivolse al sindacato e…

– Lo so, lo so…

– Appunto! Ti sei fumato anche il cervello, per caso? Gliene successero di tutti i colori! La stampa si accanì in quel modo e da allora non ha mai più lavorato. Non mandano neanche le puntate in bianco e nero, niente. Kaput, finito, bye bye. Le major non ne vogliono più sapere: un cartone animato che si rivolge al sindacato è come un politico che pretende di non fare la fila al ristorante. Oppure un calciatore che sciopera! Non lo accettano, la gente è stupida e invidiosa e se sei un privilegiato e ti sei arricchito col tuo talento, allora non puoi avere diritti! Secondo loro dovremmo accettare gli inconvenienti sul lavoro e basta. (segue un momento di silenzio, poi Jerry riprende, con un tono di voce più basso rispetto a prima) Questo maledetto fatto che non possiamo morire è una condanna… Non ce lo riescono a perdonare. Nessuno di loro…

– E io che dovrei fare, allora? Noi, Jerry, che dovremmo fare?

(si dimentica di fumare. La sigaretta diventa un cilindro di cenere tra le sue dita)

– Io propongo di prostituirci… – Cosa?! – Di prostituirci. In questo senso: diamoci al sociale. Il mio agente

mi ha già fatto delle proposte interessanti. Pubblicità anti-fumo, cose del genere. Mostriamoci pentiti e bla bla bla… Io che ti rimprovero, tu che mi prometti di non rifarlo e baggianate simili…

– Dio, che vomito…

– Lo so, ma è l’unica via lo capisci? Un po’ di pubblicità progresso gratis e l’immagine sarà ricostruita. Ci inviteranno in qualche talk- show, tu farai una di quelle scenette da fumatore pentito e schiaccerai sotto la zampa qualche mozzicone. Facciamo un paio di numeri, mi dài qualche martellata, facciamo ridere i bambini e via: i contratti torneranno a fioccare. Vedrai, lo sai che me ne intendo di queste cose.

– …

(alle pareti sono appese tantissime foto incorniciate. Tom & Jerry in smoking che ritirano premi dalle mani di personaggi rappresentativi, Tom & Jerry con un mazzo di microfoni sotto i baffi. Ci sono delle statuette con targhe commemorative su ogni ripiano, ma tutte sono impolveratissime e qualcuna, addirittura, è sistemata al contrario. Vicino alla porta d’ingresso c’è una grande foto di Mickey Mouse, con quella blusa rossa e i bottoncini gialli. C’è scritto: “A Tom & Jerry, pionieri”. Su un ritaglio di giornale, ormai sbocconcellato, si legge, in grassetto: “Dodici minuti di applausi!”)

– Tom? – Ma non lo capisci, Jerry? (adesso parla a occhi chiusi. Dappertutto c’è un odore di cose

perdute e altre destinate a finire male)

– Che cosa?

– Ma quali contratti? Non lo capisci che la sigaretta è solo una scusa? Un capro espiatorio. Ci censurano qui, ci levano dalla programmazione là… Tutta una scusa. La verità è che non ci guarda più nessuno; non facciamo più ridere nessuno. Forse negli anni ’60, adesso la tv è piena di violenza autentica; perché dovrebbero guardare la nostra posticcia? Siamo passati, amico mio.

– No, tu sei sempre stato troppo…

– Dài… Non facciamo che darcele di santa ragione da cinquant’anni, Jerry. Tu hai rimediato un’ernia del disco e io una denuncia per guida in stato di ebrezza dopo quella festa dai Rabbit.

Chi eravamo prima del grande boom? Tu facevi la controfigura in un circo, io ho vinto un concorso per ex tossicodipendenti da reintegrare. Rendiamoci conto di chi eravamo, ringraziamo il cielo per quello che abbiamo avuto e smettiamola di fare i finti tonti. Non c’è più spazio per noi… A un certo punto bisogna sapersi tirare indietro…

– Il mio agente dice…

– Non me ne frega un cazzo di quello che dice il tuo agente, Jerry! Quello è un frocio con un’ossessione per i soldi e gli anelli kitch. Guardati intorno, stanno cadendo tutti: Titti, dopo la causa vinta con Silvestro, è fallita del tutto e adesso tiene quella stupida rubrica di cucina in televisione. L’hai visto Bugs Bunny com’è finito? A fare i clippini su Facebook!

– Con tutta la coca che si tirava non c’è mica da stupirsi…

– Va bene, ma io non mi voglio piegare! Ne sono tutti usciti male, perché hanno provato a recuperare, hanno provato a lottare, senza accettare l’eventualità più semplice e cioè che la gente si è semplicemente stufata. Quelli di Walt Disney, allora? Dài, non si scappa: sono alla frutta perfino loro che avevano dietro quel po’ po’ di struttura, effetti speciali, grande distribuzione e cinema! Siamo fottuti, sigaretta o non sigaretta.

(si alza, poi si accorge di non avere un solo posto dove andare al mondo e allora si risiede. Sono solo cartoni animati. Animati dallo sconforto)

– Ma di loro si sapeva che sarebbero finiti male, Tom… Con tutto quel buonismo del cazzo, non c’era scampo… Erano destinati a passare di moda… Oggi come oggi resistono solo i Simpsons. Quei bastardi hanno una fortuna del diavolo… Non avranno mai bisogno del sindacato: hanno più visibilità del Presidente della Repubblica. Noi, con qualche modifica narrativa o stilistica, potremmo farcela. In fondo ci picchiamo. L’hai detto tu stesso che la violenza va eccome di moda!

– Ma hanno reagito così per una sigaretta, figurati se ci permetterebbero di cambiare altro. Quello che sto cercando di dirti è che siamo passati di moda. C’è il computer, la gente va a vedere Cars, Shrek, oppure si rincoglionisce di donne nude e guerra. Trent’anni fa non avrebbero fatta una piega per due tirate. Ti ricordi come facevano? Signor Tom di qua, signor Jerry di là. Ci trattavano a cocktail di gamberi e portiere aperte. Guardati intorno, guarda tutte queste foto! (fa un ampio gesto con il braccio) Non mancavamo a una festa, altro che sorelle Hilton. E oggi? Passiamo le giornate nel tuo studio a guardare videocassette e a provare numeri ritriti. Ci rincoglioniamo di alcol e fumo e guarda, tu guarda questo ridicolo martello gigante di polistirolo! Non capisci che è PREISTORIA, maledizione!?

(scaglia il martello verso l’amico, in un impeto di deformazione professionale. Jerry lo scansa con un effetto sonoro gommoso)

– …

– Io non li faccio gli spot progresso, Jerry. Non faccio un passo indietro: fumo quaranta sigarette al giorno, che spot dovrei fare? Le ho provate tutte, lo sai. Alla fine ero in una tale confusione che masticavo i cerotti alla nicotina; a cosa dovrebbe servirci non fumare, se non possiamo neanche beccarci un cancro? Me lo spieghi? Tu non hai i tuoi film porno con cui ti trastulli tutte le notti davanti a quel computer? Ognuno è quello che è: prima non contava un accidenti. Oggi ce le fanno pagare tutte, perché non gli rendiamo più i soldi di prima. Siamo solo cartoni, dio santo: non ci perdonano il fatto di avere un vita. Quelli vanno a vedere tutti entusiasti un panda che fa kung-fu! E pagano, anche: noi siamo gratis!

– È che i bambini ci hanno presi a mo’ di esempio e noi dovremmo…

– Ma quale esempio?! Siamo un cartone animato che si basa – di fatto – sulla violenza e l’umiliazione reciproca e dovremmo dare l’esempio? A chi? Il nostro pubblico è fatto per il 90% da marmocchi repressi lasciati in balìa della televisione da genitori

assenti. Le hai lette le statistiche diffuse dall’Ordine Nazionale, no? Dovrebbero essere LORO ad essere censurati, mica noi. La verità è che non siamo più all’apice… E quando smonti dall’apice, Jerry, ci vuole un miracolo per risalirci… Ricordati sempre dei Jetsons, di come hanno finito per sperperare tutto in avvocati divorzisti… O di Will il Coyote, che è finito in analisi e ora non esce più di casa perché ha paura di qualsiasi rumore. Altro che privilegiati: la pensione di invalidità ci dovrebbero dare.

– Un miracolo dici…

– E il tuo agente li fa i miracoli? No, non li ha mai fatti. E io un agente non ce l’ho, da quando quello stronzo fece il doppio gioco con l’Orso Yogi e io ci persi un sacco di soldi. Basta con questi agenti, e se ricorrere al sindacato ci porterebbe solo danni come dici tu, allora tanto vale…

– Non potremmo fare come i Flinstones? – Che hanno fatto quei trogloditi? – Hanno aperto un locale, lì in America. – Ma quelli sono una S.p.A., Jerry. E hanno sbancato anche al

cinema, non ti ricordi? Con tutti quei dinosauri del cazzo. Sono un marchio vincente e la gente ci corre ancora dietro. Noi chi siamo? Un gatto opportunista e un piccolo topo d’appartamento. Ce l’abbiamo mai avuti i dinosauri forse?

– Ehi! – Senza offesa… – E allora che ne sarà di noi? Cazzo, Tom, abbiamo vinto SETTE

Oscar, non può finire in questo modo. Non può essere semplicemente tutto qui…

– E invece è così. Il più delle volte una fine è una fine. Non c’è morale.

-… – A meno che…

– Cosa? – Lo sai…

– Merda, Tom. Tanto vale andare al sindacato!

– Il sindacato ci affosserebbe. Invece quell’altra cosa ci rilancerebbe…

– Ma nel modo sbagliato!

– Sei diventato un moralista improvvisamente? Non paghi le tasse da quarant’anni e ti scandalizzi per…

(il silenzio gelido viene rotto da una sirena della polizia che passa giù in strada. Tutti e due guardano verso la finestra)

– Tu pensi davvero che sia l’unica soluzione? – Altrimenti la pensione, te l’ho detto. – Siamo vecchi, ma non così vecchi, vaffanculo! – Senti, in fondo non sarebbe poi così diverso da una di quelle

pubblicità progresso del cazzo che volevi fare tu. – E in più non sarebbe gratis… – Vedi che stai venendo a me? – Dopo tutto l’ha fatto anche Braccio di Ferro e oggi la tv via cavo

ritrasmette tutte le vecchie puntate e pare che gliene facciano fare di nuove…

– Tàc.

(Tutti e due si fermano a pensare, ma in realtà è solo Jerry che sta pensando. Dopo poco, infatti, Tom si alza e accende un’altra sigaretta. Ne aspira una grande boccata, poi la tiene tra le labbra sottili. Protende le zampe verso quello che potrebbe essere l’infinito e con gli indici e i pollici distende l’imitazione di una grande insegna luminosa. Gli occhi gli luccicano e con la voce canticchia una qualche sigla prodigiosa d’avanspettacolo)

– Sì, amico mio. Sì. Quello che ci vuole adesso è un grande grandissimo… (insieme, all’unisono) – R-E-A-L-I-T-Y-S-H-O-W.


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