Analogie letterarie #2: Stresa

Di Giorgio Specioso

Può un comune di 5.226 abitanti essere fra le città più letterarie d’Italia?

 

  • Ernest Hemingway, Addio alle armi, 1929, ed. Mondadori, trad. Fernanda Pivano, pag. 239.

«Lo avevo conosciuto quando ero stato a Stresa un’altra volta fuori stagione e giocando a biliardo avevamo bevuto champagne.»

 

  • Alberto Moravia, Gli Indifferenti, 1929, ed. Bompiani, Cronologia, pag XXXVI

«Moravia parte per Milano per portare il romanzo a Cesare Giardini […] Pensando a una risposta in breve tempo, soggiorna a Stresa sul Lago Maggiore per un mese.»

 

  • Bernard Malamud, Il barile magico, 1958, minimum fax, trad. Vincenzo Mantovani, pag. 136. [Grazie per il contributo a Daniele Manusia].

«Avvicinandosi a Stresa, dopo una rapida occhiata stupita al Lago Maggiore, Freeman, amante della natura fin dalla più tenera infanzia, tirò giù la valigia dalla reticella e scese dal treno in fretta e furia. Si sentì subito meglio.»

 

  • Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962, ed. Bompiani, pag. 35.

«Promozione, diceva il marito, ma non ci credeva nemmeno lui, perché restando su al torracchione di vetro e alluminio, chissà quanti altri convegni avrebbe fatto, a Bordighera, Stresa, Riccione, e conosciuto tanta gente utile, tanti tecnici del suo ramo, persino americani.»

 

  • Mario Soldati, Lo smeraldo, 1974, ed. Mondadori, pag. 31.

«Gliel’ho detto, mi pare, che da parte di mio padre la famiglia era di origine ticinese. E così, ho sempre parlato la vostra bella lingua. Naturalmente, conosco benissimo Milano, Venezia, Roma, San Remo, Stresa.»

 

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