Prima del tramonto

di Gianfranco Di Fiore

Nadia era stata molto chiara al telefono, come sempre non aveva risparmiato offese e urla alla sua compagna di giochi, tanto che Roberta pensò quasi di mettere giù la cornetta senza nemmeno rispondere. Non era mai stato facile opporsi al volere di Nadia e proprio nel giorno in cui Roberta aveva deciso di mettere fine a quella tormentata amicizia la sua amica aveva fissato l’ora esatta per l’azione. Il problema era che Nadia non sopportava i ritardi e i cambiamenti di programma, rimanere fedele a un’idea, a una scelta, restare con le dita aggrappate ai propri desideri era un fenomeno che a stento riusciva a controllare.

La depressione da bulimia le causava una strana dipendenza emotiva che a tratti prorompeva come una saetta fra i segmenti delle sue certezze. Il tè bisognava versarlo alle cinque e cinque, la torta doveva essere tirata via dal frigo alle cinque e dieci e le tavolette di cioccolata fondente, da mezzo chilo ognuna, dovevano essere aperte entro e non oltre le sei della sera, prima del tramonto. La sua giornata era scandita in tanti piccoli pranzi e cene e colazioni di fortuna; nemmeno riusciva a pensare se prima non ingoiava qualcosa da mangiare. Si accorgeva dello spazio intorno a sé solo quando si incastrava tra la sedia e il tavolo della cucina o quando sentiva i due braccioli della poltrona segnarle i fianchi. Non aveva tempo per occuparsi degli oggetti né degli uomini. Sua madre le lasciava i soldi per la spesa sulla macchina da cucire, in corridoio, ed era lei a gestire le buste del supermercato e i ripiani negli stipi che a tratti sembravano crollare, vinti dal peso dei dolciumi. Continue reading “Prima del tramonto” »

Alta marea

di Gianfranco Di Fiore

Erano giorni che Adele restava chiusa in camera per via dell’alta marea. Le piogge autunnali erano arrivate in anticipo a Riva Bianca e il canale si era ingrossato fino a coprire del tutto il passaggio di sabbia. Non era possibile utilizzare la barca per via del mare grosso e l’unica via d’accesso alla casa del suo amato restava il canale pieno d’acqua.

Il giorno precedente i due innamorati avevano passato l’intero pomeriggio sui tetti, Guido le aveva mandato dei messaggi di luce con una torcia mentre Adele aveva riempito di lettere alcune bottiglie di vetro, sperando di farle arrivare fino al cancello di Guido per via della corrente. Calò la sera e Adele restò seduta sul tetto, con dei fogli di carta sparsi intorno e una miriade di bottiglie galleggianti che dal canale partivano verso il mare aperto simili a piccole navi. Quando la lampada in camera di Guido si spense solo allora, Adele, trovò la forza per tornare a letto.

La pioggia continuò a cadere per tutto il mese di ottobre. Adele aveva trascorso intere mattine davanti alla TV in attesa delle previsioni del tempo, tanto che spesso aveva persino dimenticato di mangiare. “Se continua così non riuscirò a vedere Guido nemmeno per Natale!” aveva confessato a sua madre Piera. “Vedrai che fra due giorni smetterà di piovere e l’alta marea svanirà. A proposito…ti ho portato delle bottiglie nuove!” disse sua madre, ma gli occhi di Adele non avevano più forza. Continue reading “Alta marea” »

Mobbing

di Gianfranco Di Fiore

Rita aveva cambiato turno per ovvie ragioni. Era già la terza volta in una settimana. A suo marito aveva detto di certi problemi all’interno della fabbrica dovuti alla rottura di un particolare macchinario per imballaggi. Così aveva chiamato suo padre Nico, gli aveva detto del nuovo cambio di orario e che doveva passare a prendere suo figlio.
Il piccolo Mattia viveva dai nonni fin dal suo settimo giorno di vita. Sei giorni dopo il parto Rita era stata chiamata per sostituire una collega centralinista, fu in quella notte che Ottavio fece un passo avanti. Con la scusa di controllare dei documenti era entrato in ufficio e le aveva prima sollevato la gonna poi spinto un dito fra le natiche. Rita aveva sopportato l’umiliazione per via dello sfratto, e per non finire a vivere sotto i ponti aveva deciso di riprendere a lavorare così presto.
Le sue mani erano dure come la resina e piene di graffi, le gambe si erano ingrossate ancor di più e il suo seno aveva raggiunto la sesta misura. Rita non era una bella donna, la sua fierezza però la rendeva affascinante come un’amazzone. Ottavio provava per lei una vera ossessione, in lui si fondevano sentimenti del tutto contrastanti. Godeva nel torturarla, certi giorni la riduceva in lacrime. Con la stessa passione però amava vessarla, vederla strisciare come una serpe per un’ora di straordinario in più. La sua voglia maggiore era possederla, non come una donna ma come un oggetto di scarso valore. Continue reading “Mobbing” »

Sonata per scrittore solo (adagio ma non troppo)

di Gianfranco Di Fiore (Agropoli, 1978. Si è occupato a lungo di cinema, sia come regista sia come sceneggiatore, collaborando per quattro anni con il Giffoni Film festival. La notte dei petali bianchi, suo romanzo d’esordio, uscirà domani per Laurana.)

 

Verità e metodo.

Aldo Busi per Gianfranco Di Fiore 7-6-2003

“…il risultato non invoglia alla lettura, perché in un testo tutto va bilanciato e controbilanciato, e se a pagina dieci trovo lo stesso ritmo di pagina due vuol dire che lo stesso ritroverò a pagina mille e pianto lì.”

Dunque la Verità: l’iniziale ostacolo con cui ogni giovane scrittore, o presunto tale, deve fare i conti. La mia prima porzione di verità arrivò in busta da lettera pre-affrancata, una mattina di giugno di cui conservo ancora gli odori nella memoria. Una lettera accorata, dattiloscritta e firmata a penna dal signor Busi. All’epoca ero un giovane ventiquattrenne che lavorava per il cinema e che sognava di farlo; avevo persino venduto una sceneggiatura a una produttrice napoletana, una sceneggiatura che – tutti sapevano: attori, registi e assistenti di produzione – difficilmente sarebbe diventata un film. I contratti firmati nello studio del notaio Marina Comenale Pinto, in piazza San Pasquale a Napoli, le commissioni tecniche del Ministero per i Beni Culturali e i tentativi maldestri per cercare di ingraziarsele, le riunioni programmatiche negli uffici di Forcella, niente di tutto questo bastò per veder realizzata la mia opera prima.  Continue reading “Sonata per scrittore solo (adagio ma non troppo)” »