Un po’ Zita, un po’ Storia: intervista a Enrico Deaglio

di Corrado Melluso e Tommaso De Lorenzis

Giornalista e scrittore, Enrico Deaglio (Torino, 1947) ha diretto i quotidiani «Lotta continua» e «Reporter». Approdato alla Rai con il programma Milano, Italia, cui seguiranno Ragazzi del ’99, Così va il mondo, Vento del Nord e L’Elmo di Scipio, nel 1996 ha fondato il settimanale d’inchiesta «Diario» che ha diretto fino al 2008. Autore di documentari e collaboratore di diverse testate giornalistiche, ha pubblicato numerosi saggi tra cui i recenti Patria 1978-2010 (Il Saggiatore, 2009) e Il raccolto rosso 1982-2010. Cronaca di una guerra di mafia e delle sue tristissime conseguenze (Il Saggiatore, 2010). Vicolo Cannery l’ha intervistato in occasione dell’uscita del suo primo romanzo Zita (Il Saggiatore), in libreria da pochi giorni.

Da «Lotta continua» quotidiano al «Diario», da «Reporter» alle trasmissioni televisive Milano, Italia e L’Elmo di Scipio, come si conserva la pratica del giornalismo d’inchiesta nel mutare delle prospettive politiche?
L’essenza del giornalismo d’inchiesta, secondo me, consiste nel far diventare notizia quello che notizia non è ancora; e nel mostrare l’oscenità della normalità; e ancora, nello smontare la facilità dei luoghi comuni. Quindi vale – in teoria – per tutte le latitudini politiche. Però è anche vero che ogni inchiesta riflette, almeno in parte, l’ideologia di chi la compie. Quindi, e sarebbe strano il contrario, non esiste un’ inchiesta pura in assoluto. Noi però ormai siamo abituati a pensare che giornalismo d’inchiesta sia prendere i faldoni di un’indagine giudiziaria e metterli in bella lingua. E questo è un vero peccato.

Per quali motivi hai deciso di affrontare in un romanzo temi e contesti storici che, in passato, avevi trattato con altre chiavi?
Mi piaceva l’idea di creare un personaggio; a Zita pensavo veramente da molto tempo e dei piccoli frammenti della sua vita li avevo anche scritti negli ultimi dieci anni. Quindi è nata prima Zita e poi il contesto. Però poi mi dicono in molti che il contesto ha un po’ preso il sopravvento e quindi Zita è rimasta un po’ a navigare nella storia. Però, tutto sommato, mi piace così. Un po’ Zita, un po’ Storia.  Continue reading “Un po’ Zita, un po’ Storia: intervista a Enrico Deaglio” »