I luoghi d’infanzia #5: l’istituto di fisica

di Paolo Zardi

Ora che io sono dall’altra parte, dalla parte dei grandi, degli adulti, di quelli che la mattina escono mentre gli altri dormono, che chiamano durante il giorno per sentire come va, per sapere come è andata a nuoto o a calcio, se i bambini hanno mangiato, se hanno finito i compiti, se la febbre è scesa o il mal di pancia è passato, che poi, quando tornano la sera, raccontano storie complicate e noiose su colleghi che tutti, in famiglia, conoscono per nome ma che nessuno ha mai visto, le raccontano con la sensazione che quel parlare non serva a nulla se non a mitigare una solitudine ineludibile – ora che sono un papà che va al lavoro, quarant’anni dopo aver iniziato a vedere mio padre uscire la mattina e tornare la sera, dal lunedì al venerdì, dieci anni dopo che ha smesso di farlo – non del tutto, però: per anni ha sfruttato la possibilità di avere comunque un ufficio dove finire le cose che aveva iniziato prima di andare in pensione – ora che sto tornando in treno da Milano, dove ho partecipato a tre riunioni su altrettanti argomenti, con il telefono sempre acceso, le mail a pioggia, gli inviti, i messaggi… Ora, adesso… Continue reading “I luoghi d’infanzia #5: l’istituto di fisica” »