Il labirinto di un idiota

di Alessandro Turati (Lecco, 1981. Esordirà il 5 marzo col romanzo Le 13 cose, edito dalla Neo. edizioni)

«Ho forse la faccia di uno che deve fare qualcosa quaggiù?»
– Ecco cosa avrei voglia di rispondere agli indiscreti
che mi interrogano sulle mie attività.
(E.M. Cioran)

La storia che preferisco si intitola L’ombrello che ride e il cinese che fa le domande. È una storia breve che inizia con C’è un ombrello che vive a Milano. Si tratta di una sciocchezza, di una vicenda senza né capo né coda dove l’ombrello parla bene l’italiano e il cinese no. Ciononostante il cinese mangia una crespella e tiene in mano una lettera da inviare in Kentucky, mentre l’ombrello, seduto in un angolo della piazza, chiede l’elemosina ai passanti. Fatto sta che il cinese, impietosito, inizia a tartassare l’ombrello di domande sulla sua vita: vuole capire come ha potuto ridursi in quello stato. Ma l’ombrello non risponde, gli ride in faccia e finisce la storia. O forse no, non me lo ricordo. Probabilmente la lettera da spedire in Kentucky doveva pur avere qualche ruolo nella vicenda.

I primi che me l’hanno raccontata sono morti: i miei genitori. Due persone normalissime che hanno preferito suicidarsi, piuttosto che aspettare la vecchiaia. Io ero al mare, mi ha telefonato mia nonna.
«Tuo padre è morto» mi ha detto. Continue reading “Il labirinto di un idiota” »