Il profeta

 

di Marco Ciriello

Da quando a Mino Raiola è apparso Gascoigne, la sua vita è cambiata. Ha lasciato Balotelli, Ibrahimovich, Hamsik, Pogba, si è iscritto alla Cgil e al congresso è stato eletto segretario, da allora l’Italia vive una pacificazione che sembrava non appartenerle. Tanto che dagli Stati Uniti alla Svezia vengono a studiare la pace sociale del procuratore pallonaro che si fece segretario e infine profeta. Lui, che veste in saio e gira in sandali molto meno eleganti di quelli di Erri De Luca e Ammaniti, è dimagrito di 30 chili, e trova il tempo per tutti: dai metalmeccanici ai manager. Per ogni categoria riesce a spuntare sempre un nuovo contratto vantaggioso, e ormai anche in Confindustria si cerca uno così, hanno chiesto a Moggi di andare a Lourdes e redimersi, gli hanno fatto seguire un corso con Enzo Bianchi ma niente, Moggi è la prova che il diavolo sì, forse veste anche Prada ma principalmente non cambia la sua parte, non è questione di moda o costumi ma di carattere, una delle ultime cose rassicuranti come l’aspirina e il mese di ottobre. Il problema di Raiola è un altro, il Pd, è questo il miracolo che manca, l’impresa da compiere, ha ovviamente declinato l’invito a candidarsi, ma ha dichiarato a Cazzullo (ormai un suo apostolo) che per un Pd di lotta e di governo senza problemi con la gnocca lui aveva proposto ad Epifani di votare Ruud Gullit che conosce Berlusconi e i suoi segreti e anche per i rapporti con i russi, ma poi non si è fatto niente, Renzi ha risposto “Faccio un passo indietro solo davanti a Mourinho”, e Raiola in una intervista a Lucia Annunziata ha dichiarato: “IlPd è l’unica squadra che non riesco a rinforzare, si crede il Barcellona in realtà è messa peggio della Casertana”. Continue reading “Il profeta” »