La bella principianza

Di Annalisa Di Salvatore

Scavalcami.

Ti suggeriva, ti invitava, ti chiedeva? Sulla pista da ballo la sua gamba destra, inattesa, sbarrava il passo ancora incerto del tuo piede sinistro, mentre dentro a un bisbiglio lui ti diceva: scavalcami. Lo scavalcasti e, mentre lo facevi, il corpo memorizzava un’informazione nuova che non avresti più dovuto chiedere in seguito. Presto avresti imparato che, in quella sera da principiante, avevi messo in musica la tua prima parada. Ti pareva di avvertire una specie di nostalgia preventiva, la rivelazione del momento in cui non saresti stata più una principiante. Bella, la principianza. Il diritto indiscusso all’errore, lo spazio franco dell’azione sgravata dalla responsabilità dell’esperienza, il privilegio della giovinezza impreparata: la principianza legittimava nuovi debutti di vita.

Questo fu per te il tango argentino.

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