Mobbing

di Gianfranco Di Fiore

Rita aveva cambiato turno per ovvie ragioni. Era già la terza volta in una settimana. A suo marito aveva detto di certi problemi all’interno della fabbrica dovuti alla rottura di un particolare macchinario per imballaggi. Così aveva chiamato suo padre Nico, gli aveva detto del nuovo cambio di orario e che doveva passare a prendere suo figlio.
Il piccolo Mattia viveva dai nonni fin dal suo settimo giorno di vita. Sei giorni dopo il parto Rita era stata chiamata per sostituire una collega centralinista, fu in quella notte che Ottavio fece un passo avanti. Con la scusa di controllare dei documenti era entrato in ufficio e le aveva prima sollevato la gonna poi spinto un dito fra le natiche. Rita aveva sopportato l’umiliazione per via dello sfratto, e per non finire a vivere sotto i ponti aveva deciso di riprendere a lavorare così presto.
Le sue mani erano dure come la resina e piene di graffi, le gambe si erano ingrossate ancor di più e il suo seno aveva raggiunto la sesta misura. Rita non era una bella donna, la sua fierezza però la rendeva affascinante come un’amazzone. Ottavio provava per lei una vera ossessione, in lui si fondevano sentimenti del tutto contrastanti. Godeva nel torturarla, certi giorni la riduceva in lacrime. Con la stessa passione però amava vessarla, vederla strisciare come una serpe per un’ora di straordinario in più. La sua voglia maggiore era possederla, non come una donna ma come un oggetto di scarso valore. Continue reading “Mobbing” »