Night comes on

di Flavia Gasperetti

Non è la prima volta che le capita di svegliarsi così durante la notte, rattrappita e semipenzolante sullo strapuntino del letto. Non è la prima volta da che vivono insieme, non è la prima volta nemmeno questa notte.

Nella percezione comune un letto ha due metà, due lati – per questo gli amanti in rodaggio si chiedono l’un l’altro “da che lato dormi tu?” Per questo un letto matrimoniale in inglese lo si chiama double, doppio, perché ci si sta in due. Perché esso dovrebbe essere la somma di due letti singoli, sì, ma affiancati e congiunti, questo è il vissero sempre felici e contenti cui aneliamo, questa è la promessa di idillio domestico cui abbiamo creduto al punto da noleggiare un furgone per andare da Ikea a prendercelo, al punto da impegnarci poi a pagarlo in venti comode rate.

Quando compriamo questo primo letto di coppia e lo mettiamo nella “nostra” prima casa, lo facciamo spinti da una comune illusione: stiamo comprando due letti singoli, sì, ma affiancati e congiunti. Così sarà il nostro amore: il nostro spazio, quella misura minima e invalicabile che siamo abituati da sempre a chiamare nostra entrerà in comunione con quella dell’amato. Cosa c’è di più bello? Il mio reame e il tuo da oggi non avranno più un confine interno. E su di esso governeremo insieme, benevoli e felici. Mai immagineremmo, quando giriamo insieme mano nella mano per lo showroom di Ikea, che truppe di lanzichenecchi a lui fedeli occuperanno le nostre terre, compiranno razzie, faranno strame della popolazione locale incendiando e saccheggiando. Continue reading “Night comes on” »