Quella volta che avevo nove anni e non sono morta

Di Nadia Terranova (Racconto apparso su abbiamo le prove)

Avevo nove anni quando uno dei motori dell’aereo che doveva riportarmi in Italia è esploso e io non sono morta.

Otto mesi prima erano cominciati i preparativi per la vacanza. Per il mio compleanno, a gennaio, avevo ricevuto un porcellino di terracotta dentro cui avevo infilato i soldini di babbo Natale e della Befana con cui pagarmi “i souvenir”. Qualche giorno dopo, con una delle mie paghette settimanali, avevo comprato un quadernone per incollare e studiare certe foto di Londra prese dai giornali. Accanto alle immagini del cambio della guardia, della Regina e degli autobus rossi a due piani copiavo dalle mie due enciclopedie (i Quindici e Conoscere) i dati sulla densità demografica inglese, sulla produzione agricola e casearia, sul traffico, sulle strade di Sherlock Holmes e sugli usi e costumi degli indigeni. Periodicamente li ripassavo mandandoli a memoria. Ero una bambina secchiona, pazza d’amore per Conan Doyle e naturalmente incline a prendere il primo viaggio all’estero con la serietà di una ricerca di geografia o letteratura.

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