Un attimo

Di Marino Buzzi

Fitta alla tempia destra, sangue dal naso, la vista si annebbia. Cado in avanti, sbatto il ginocchio destro a terra, entrambi i palmi delle mani sul suolo bagnato. Rimango a carponi incapace di rialzarmi. Passanti che mi guardano, passi veloci, qualcuno mi afferra, cado su un fianco, non sento i rumori, vedo la sagoma di una donna sopra di me. Chiudo gli occhi.

Tre ore al pronto soccorso, mi mettono su una barella, rimango nel corridoio, non sento nulla, la testa continua a farmi un male terribile. Un infermiere spinge la barella verso una stanza, mi spogliano, mi mettono un grembiule verde, la macchina è fredda, mi bloccano la testa, entro nella macchina. Quaranta minuti, mi portano in un’altra stanza. Televisione, bagno, letto. Sono da solo.

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